Vi siete mai trovati in una di quelle situazioni in cui gli eventi o i comportamenti altrui vi gettano in uno stato di furia tanto da farvi schiumare di rabbia?
Avete presente quei momenti in cui vi prende una tale voglia di spaccare tutto che ridurreste ogni cosa in una massa informe di cianfrusaglie?
Beh, se la risposta è si allora siete nell’ottica per capire Vindictus…e inoltre forse dovreste considerare di farvi vedere da un bravo psicologo.
Ok, bando alle semplificazioni e agli scherzi, entriamo nel dettaglio.
Terza generazione…o quasi
Vindictus è il nuovo MMORPG di casa Nexon Europe.
Certo, dire nuovo è un po’ un come prendersi in giro giacché il titolo è stato rilasciato sul mercato nostrano con un anno di ritardo dal suo rilascio negli States… Beh, infondo parliamo sempre di Nexon no?
Ad ogni modo, il videogioco in questione s’identifica come un GDR di azione online con spiccate particolarità da Hack and Slash accompagnate da una caratterizzazione generale in stile anime (qualcosa simile al medioevo fantasy alla “Berserk” per intenderci).
Non stiamo parlando di grafica 3D con visuale dall’alto come per esempio il prossimo Diablo; piuttosto qualcosa alla Devil May Cry, con visuale in terza persona e combinazioni di combo con risultati spettacolari e devastanti.
Il tutto è mosso dal “Source” che in questo titolo dimostra di avere ancora degli assi nella manica.
La fisica in generale e il risultato degli impatti sono resi in modo magistrale dal motore che fu la forza motrice di Half Life 2.
Le texture e i modelli degli avatar come le animazioni si attestano su buoni livelli, anche se non riescono ad ambire all’eccellenza a causa della discreta legnosità dei pg e da vari bug che sicuramente saranno messi apposto da qui a breve.
Il sistema di controllo si basa unicamente sulla bravura del giocatore nel concatenare i diversi attacchi inaugurando quello stile da “terza generazione” che sbarcherà a breve con “Tera” o nella sua incarnazione mista in “Guild Wars 2”.
Non vi è quindi un qualsiasi auto-attack bensì ci troviamo di fronte ad un titolo in cui per colpire il bersaglio questi deve trovarsi nel nostro raggio d’azione piuttosto che nel mirino.
Inutile dire che il giocatore si sente maggiormente padrone delle sue azioni, anche se, alla fine, ci si scopre a premere costantemente i tasti come dei forsennati.
Un po’ di trama?
Stanchi di essere l’eroe di turno?
Beh, peggio per voi.
La storia di Vindictus narra di un mondo sotto la costante minaccia dei Fomor, esseri umanoidi molto simili a delle lucertole (I RETTILIANIIIII!!!), che da abili burattinai muovono le trame nel tentativo di annientare la razza umana.
Il giocatore, in un taglio più da single player che da MMORPG, ricopre la parte del gu
La trama non è delle più originali ma c’è da dire che la narrazione, affidata a immagini statiche dei personaggi con testo a scorrimento (come nei “punta e clicca” Giapponesi), riesce piuttosto bene a farci immedesimare.
Questo si deve per lo più ad un’eccellente caratterizzazione dei personaggi e alla tonnellata di testi fabbricata dagli sceneggiatori.
Gameplay e meccaniche varie
La creazione del vostro personaggio si affida ad un potente tool di personalizzazione che ahimè, complice la
In breve vi sarà chiesto di selezionare uno tra i tre archetipi disponibili, identificati da veri e propri nomi di persona con annesso background e sesso predefinito.
Si va dal guerriero equipaggiato di dual in perfetto stile dps, alla maga “spara proiettili di fuoco”, passando per la paladina con particolarità da Tank.
Tanto valeva dare in mano lo stesso personaggio a tutti i giocatori, un po’ come accade in Rusty Harts di “Perfect World”.
In pratica vedrete un villaggio di partenza costellato di cloni che si differenziano tra loro soltanto nell’equip che hanno indosso.
Le armature e le armi in questione sono acquisibili tramite una comoda casa d’aste o per mezzo del sistema di crafting che richiederà al giocatore di recuperare dei materiali droppabili da appositi mob nelle sezioni di questing.
Ed eccoci entrare nel vivo del gioco.
Le fasi di Exp e di progressione della trama si svolgono in aree istanziate, veri e propri dungeon sia all’aperto sia al chiuso, che richiederanno al giocatore di portare a termine vari obiettivi primari e talvolta delle sub-quest via via sempre più impegnative.
Alla fine di ogni livello sarà visualizzato il punteggio ottenuto dal giocatore in perfetto stile “score attack”.
Tutte le quest o quasi possono essere affrontate sia in “solo” sia in “party”, cosa assai raccomandabile dal decimo livello in poi visto il ripido innalzamento delle difficoltà generale.
Ogni personaggio può curare se stesso o gli altri.
Questo fa si che non vi sia una classe votata all’healing e che qualsiasi specializzazione possa strutturarsi sull’offensiva.
Tante belle idee sfruttate a metà…
Nel complesso Vindictus si caratterizza come un solido “MMORPG freemium”, capace di regalare un generoso quantitativo di ore di divertimento ma che a conti fatti non riesce ad offrire molto di più dei suoi concorrenti.
Il sistema ad istanze è ben congeniato ma ben presto ci si rende conto di essere perennemente nel medesimo corridoio riutilizzato da livello a livello.
Il sistema di combattimento cosi dinamico e rivoluzionario, tanto da trasmettere la sensazione di essere una vera e propria macchina da guerra, diventa un caotico guazzabuglio di spade e spell quando ci si trova ad affrontare una quest in party rendendo l’insieme dell’esperienza a tratti frustrante tanto da perdere di vista il proprio pg.
Vi è da considerare che, come dicevo in apertura, anche se è passato un anno
In definitiva questo titolo poteva aspirare a conquistare la palma d’oro dei MMORPG ma allo stato attuale riesce a portarsi a casa solo una medaglia di argento nel campo free to play.
Un’esperienza consigliatissima ai fan dell’azione ma se state aspettando IL titolo da “terza generazione” forse è meglio se aspettate ancora un altro po’.


Divisione Corazzata Ariete
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